Présentation

Éditorial

Storia pubblica è un nuovo progetto editoriale che intende presentare un nuovo punto di vista sullo studio e la condivisione della storia. Riteniamo che sia necessario aprirlo per dare voce alle tante iniziative che vedono nell’Associazione Italiana di Public History un punto di riferimento e far comprendere l’utilità della Public History nella sua dimensione epistemologica, metodologica ed etica.

La Public History è un campo delle scienze storiche a cui aderiscono coloro che svolgono attività attinenti alla ricerca, alla comunicazione e alla pratica della storia, come alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico, materiale e immateriale. Tali attività si realizzano con e per diversi pubblici, tanto all’interno quanto all’esterno degli ambiti accademici e istituzionali, nel pubblico e nel privato. I public historian sono quindi professionisti della storia profondamente convinti che la maggiore consapevolezza del passato costituisca un presupposto ineludibile per la crescita di una società democratica e inclusiva. Operano nelle istituzioni culturali e formative, (università, scuola, ecc.), nei musei, negli archivi, nelle biblioteche, in tutti i media, nell’industria culturale e del turismo, nel volontariato culturale e di promozione sociale e in tutti gli ambiti nei quali la conoscenza del passato e del metodo storico sia richiesta per lavorare con e per pubblici diversi.

L'Associazione Italiana di Public History, di cui "Storia pubblica" è la rivista ufficiale, si è costituita nel 2016 per favorire la riflessione sulla public history come oggetto di studio e di pratiche. Nella rivista intendiamo ospitare contributi che confrontino le diverse accezioni della disciplina per definirne lo statuto scientifico e valutare le migliori pratiche. Attualmente l'Associazione italiana di Public History (AIPH) è un'Associazione di Promozione Sociale, con sede legale presso la Domus Mazziniana Via Giuseppe Mazzini, 71, 56125 Pisa PI.

La rivista è digitale e ad accesso aperto con cadenza semestrale.

Gli articoli possono essere inviati in italiano o inglese, oltre che in tutte altre lingue tutelate dalla Costituzione italiana (albanese, catalano, tedesco, greco, sloveno, croato, francese, franco-provenzale, friulano, ladino, occitano e il sardo) a patto che il testo sia accompagnato da una traduzione in italiano o in inglese fornita dall’autore.